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Imparare ad imparare

Fino ad ora abbiamo studiato per accumulare conoscenze, ma all’atto pratico,  nella ricerca di un lavoro, non servono a NIENTE.

Ti diplomi ma ancora non sai chi sei e cosa vuoi.

Spesso la nostra capacità critica e di analisi è messa a dura prova se non demolita.

Alzi la mano chi a scuola cercava portare a casa buoni voti per, “sentrisi accettato”, per apparire degno di nota, o ricevere complimenti da professori o regali dai genitori.

E poi arrivi nel mondo del lavoro e non sai come ma ,ad un certo punto, ti ritrovi a scambiare il tuo tempo per denaro. 

E lo scambio molte volte non è affatto equo.

Ti ritrovi ingabbiato in una situazione e non capisci come è successo.

E’ TUTTO SBAGLIATO.

Non lo pensi anche tu?

Qual è il sogno che abbiamo tutti?

Non so tu,  ma io ho sempre sognato di vivere  facendo quello che più mi piace ed essere pagato per farlo.

La realtà però è molto diversa. 

E il problema a mio avviso è a monte.

La scuola, purtroppo, non ti insegna le cose più importanti.


Non dovremo studiare per accumulare conoscenze ma al contrario dovremmo imparare a imparare e a sviluppare autonomamente le nostre capacità.

Ecco appunto imparare ad imparare

Uno dei primi a studiare mettere in luce i problemi dei metodi di insegnamento attuali  è
stato Roger C. Schank.

Roger Carl Schank è un teorico dell’intelligenza artificiale americana, psicologo cognitivo, scienziato istruttore, riformatore dell’educazione e imprenditore.

Il dr. Schank ha dedicato buona parte della sua carriera alla comprensione di come le persone pensano e apprendono. 

Negli anni ’70, come presidente del dipartimento di informatica a Yale, si è concentrato sull’intelligenza artificiale e la scienza cognitiva, cercando di capire come far “imparare” i computer. 

In questo periodo è successo qualcosa che ha cambiato la sua attenzione in modo permanente:

I suoi figli sono andati a scuola; quando Roger guardò quello che stavano facendo a scuola, rimase sconvolto. 

L’istruzione dovrebbe insegnare alle persone come vivere o come guadagnarsi da vivere; le nostre scuole non fanno nessuno dei due. 

Cosa fa in realtà la scuola?

• la scuola “uccide” la naturale propensione all’apprendimento di ogni persona;
• il successo scolastico non è saper fare qualcosa ma conformarsi alle regole ed agli standard;
• la scuola fornisce agli studenti delle risposte senza che gli studenti abbiano mai fatto prima delle domande;
• la scuola attiva approcci all’apprendimento che sono l’esatto opposto di quelli che si sviluppano nel mondo reale;
• la scuola obbliga l’insegnante ad essere un selezionatore, un presentatore ed un valutatore di contenuti ma non gli chiede di essere un motivatore, un manager ed un leader;
• gli studenti per crescere hanno bisogno di feedback, ma il solo feedback che la scuola sa dare è il voto;
• la scuola non deve arrogarsi il compito di valutare perché, a valutare, dovrebbe essere chi utilizzerà quelle conoscenze;
• non ha alcun valore l’imparare per imparare anche in assenza di una applicazione.

Schank identifica quelli che lui chiama i 10 grandi errori dell’educazione”:

1. La scuola agisce come se l’apprendere possa essere dissociato dal fare
2. la scuola crede che la valutazione sia parte del loro ruolo naturale
3. la scuola crede di essere obbligata a creare curricula standardizzati
4. gli insegnanti credono di dover dire agli studenti cosa loro pensano sia importante sapere
5. la scuola crede che l’istruzione possa essere indipendente dalla motivazione per un uso attuale
6. la scuola crede che studiare sia una parte importante dell’apprendere
7. La scuola crede che attribuire voti sulla base del gruppo di età sia una parte intrinseca dell’organizzazione di una scuola
8. la scuola crede che gli studenti si impegnano solo se si devono misurare con i voti
9. la scuola crede che la disciplina sia una parte costituente dell’apprendimento
10. La scuola crede che gli studenti abbiano, di base, un intrinseco interesse ad apprendere qualunque cosa la scuola decida di insegnare loro.

Schank teorizza invece che la scuola dovrebbe contribuire a sviluppare 12 processi così suddivisi:

Processi concettuali

  • Predirre
  • Modellizzare
  • Sperimentare
  • Valutare

Processi analitici

  • Diagnosticare
  • Pianificare
  • Determinare la cause
  • Giudicare

Processi sociali

  • Influenzare
  • Lavorare in gruppo
  • Negoziare
  • Descrizione

Schank propone quindi il passaggio da un sistema di istruzione basato sulle conoscenze ad uno basato sui processi cognitivi; nei suoi libri e pubblicazioni, propone delle strategie didattiche per il conseguimento di questi obiettivi.

Personalmente ho “imparato” di più e molto più velocemente dopo il diploma, quindi fuori dall’ambiente scolastico.

Questo a mio avviso la dice tutta sull efficacia del sistema scoltastico italiano che necessita di un bel processo di rinnovamento e che sia gestito da gente competente e non da ministri “improvvisati”.

E voi che ne pensate?