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Diario

Punto di rottura

Dalle più grandi crisi nascono le più grandi opportunità.

Ho passato i quarant’anni, e detto tra noi, non me li sento per niente.
Solo da poco però sento di aver preso, “davvero”, in mano la mia vita.

Nel 1998 faccio un corso per diventare webdesigner, scopro il web e me ne innamoro, purtroppo la vita è strana e invece che intraprendere l’attività imprenditoriale da ormai diciasette anni lavoro come impiegato in un piccolo porto turistico.

All’inizio doveva essere un “lavoro temporaneo”, qualcosa che mi permettesse di “tirare avanti” e comunque avere la mia indipendenza economica.

In poco tempo sono stato risucchiato in un vortice di eventi che mi hanno fatto “perdere la bussola”. 
Avevo perso il controllo,  mi sono fatto “trascinare e sballottare” dagli eventi e dal ritmo assurdo che aveva preso la mia vita.

Una vita in realtà non ce l’avevo più. Stavo vivendo la vita di qualcun’altro.

Stavo soltanto rispondendo a delle richieste.

Mi sono adattato.

Forse qui ho commesso il mio primo errore.

Fino a quando qualche mese fa,  la mia ultima relazione è finita e ho avuto una specie di tracollo emotivo.

Eccolo.

Il Punto di rottura.

Mi sono guardato bene dentro. A fondo. Molto a fondo.

Mi sono accorto che non ho mai pensato a me stesso. Mai.

Non mi sono mai preoccupato per me.

Ho sempre pensato prima agli altri. A “farli felici”;

La mia felicità sembrava dipendere da quella degli altri.

E’ così che ho iniziato davvero a concentrarmi su di me. E a scrivere.

Chi è Fabio?

Fabio cosa vuole?

A Fabio cosa piace?

Ho scoperto che mi piace scrivere e che la scrittura è terapeutica.

Scrivere è come pensare a voce alta.

E ho riscoperto le mie passioni, di nuovo.

Spesso trovi le risposte proprio quando inizi a concentrarti su quello che stai facendo.

Ora sto cominciando a ricostruire.

A presto.

Fabio

P.s.
E voi? Vi è mai capitato? Qual’è stato se c’è stato il vostro punto di rottura?

 

 

 

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Blogging Riflessioni di un blogger

La nascita del blog

Blog di qua, blogger di là, ma chi sa veramente da dove viene la parola blog?

Perché si chiama così?

Innanzitutto il primo blog pubblicato è datato 1997, quello di un appassionato di informatica, un tale John Barger nel dicembre del 1997.
Fu proprio Mr. Barger ad usare per primo la parola weblog, per definire la lista dei link presenti sul suo sito.

Il termine weblog è l’unione di due parole, web, (internet), e log ovvero, traccia.

Il weblog era quindi il modo per lasciare il proprio segno sul web. Il blog nasce quindi come diario online, una specie di taccuino digitale, disponibile a tutti.

Nel 1999 Peter Merholz, con il suo Peterme.com utilizzò per primo la parola blog come contrazione di weblog nacque così l’attuale definizione.

Nell’agosto dello stesso anno Pyra Labs, (poi acquisita da Google), lanciò Blogger, uno dei servizi gratuiti per la creazione di blog più utilizzato al mondo.

Dal 2000 il fenomeno dei blog è esploso e sono apparsi nuovi servizi tra i quali WordPress.

Poi sono arrivati Chiara Ferragni, Mariano di Vaio, Beppe Grillo… che sono riusciti ad evolvere il proprio blog e trasformarlo in una macchina da soldi.

Oggi la parola blog viene utilizzata, erroneamente a mio avviso anche per diari “fotografici” quali quelli tenuti su Instagram e Facebook dai vari influencer.

Sinceramente per me un blogger è un appassionato di un argomento che comincia a scrivere e condividere la propria storia e le proprio scoperte online, creando una community attorno a se.

Vuoi aprire un blog anche tu?

Io vi consiglio vivamente WordPress come piattaforma e Siteground come fornitore di hosting. Un po’ caro ma decisamente il migliore, ora anche con il supporto in italiano. Se utilizzi questo link mi fai un grande regalo e a te non costa niente di più.