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Diario Riflessioni di un blogger

25 aprile

Fra pochi giorni è il 25 Aprile, in Italia sopratutto in questo periodo è una data importante e carica di significato.

E’ l ‘anniversario della liberazione d’Italia (chiamato festa della Liberazione, anniversario della Resistenza o 25 aprile) ed è come già detto una festa nazionale della Repubblica Italiana che ricorre ogni anno.

È un giorno fondamentale per la storia d’Italia e ha un particolare significato politico e militare, in quanto simbolo della vittoriosa lotta di resistenza militare e politica attuata dalle forze armate alleate e dalle forze partigiane durante la seconda guerra mondiale a partire dall’8 settembre 1943 contro il governo fascista della Repubblica Sociale Italiana e l’occupazione nazista.

La Liberazione mise fine a vent’anni di dittatura fascista e cinque anni di guerra;
la data del 25 aprile simbolicamente rappresenta il culmine della fase militare della Resistenza e l’avvio effettivo di una fase di governo da parte dei suoi rappresentanti che porterà prima al referendum del 2 giugno 1946 per la scelta fra monarchia e repubblica, e poi alla nascita della Repubblica Italiana, fino alla stesura definitiva della Costituzione.

Tutto questo pippone storico per farti pensare al valore della libertà.

Come voi anche io dall’ 8 marzo, infatti, sono in “lockdown” , in quarantena, e non so dalle tue parti ma qui dove vivo io (Veneto), anche se i contagi si contano sulle dita delle mani, fioccano le multe se ti trovano in giro…

Leggo proprio oggi che anche il governo ha avuto “paura” ad attuare sto maledetto lockdown già a gennaio, avendo paura di scatenare il panico.

La sfida più grande era riuscire a non limitare le nostre libertà fondamentali e al tempo stesso assicurare la sicurezza di tutti e l’equilibrio tra interessi contrapposti.

Secondo molti, (anche secondo me per la verità), hanno aspettato troppo.

Questa quarantena ci ha cambiato molto. A partire dalle nuove abitudini siamo stato costretti a fare nostre, le file ordinate , ( che in Italia mancavano da un po’ ) e non erano così diffuse, il lavarsi spesso le mani e magari disinfettare bene un po’ più spesso le superfici con cui veniamo a contatto.

Nell’ultimo mese, ti confesso essere obbligato a stare a casa mi ha fatto pensare molto alla libertà e a quanto la diamo per scontata; mi piace molto questa frase:

“La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare.”
Piero Calamandrei

Quando sei costretto o limitato nel fare o non fare qualcosa, anche le cose più semplici, come fare una passeggiata o andare al mare acquistano un valore inestimabile.

Tornerà tutto come prima. (Forse).


Il 4 maggio sembra che un po’ di questa libertà ci venga restituita.

Ancora non sappiamo come e in che modo ma succederà.

Ci vorrà tempo, ci vorranno giorni, mesi forse un’anno, forse qualche (buona) abitudine di questa quarantena ci resterà, ma riusciremo a far tornare tutto come prima.

#celafaremo

P.s. Scusate lo sfogo


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Blogging Riflessioni di un blogger

La nascita del blog

Blog di qua, blogger di là, ma chi sa veramente da dove viene la parola blog?

Perché si chiama così?

Innanzitutto il primo blog pubblicato è datato 1997, quello di un appassionato di informatica, un tale John Barger nel dicembre del 1997.
Fu proprio Mr. Barger ad usare per primo la parola weblog, per definire la lista dei link presenti sul suo sito.

Il termine weblog è l’unione di due parole, web, (internet), e log ovvero, traccia.

Il weblog era quindi il modo per lasciare il proprio segno sul web. Il blog nasce quindi come diario online, una specie di taccuino digitale, disponibile a tutti.

Nel 1999 Peter Merholz, con il suo Peterme.com utilizzò per primo la parola blog come contrazione di weblog nacque così l’attuale definizione.

Nell’agosto dello stesso anno Pyra Labs, (poi acquisita da Google), lanciò Blogger, uno dei servizi gratuiti per la creazione di blog più utilizzato al mondo.

Dal 2000 il fenomeno dei blog è esploso e sono apparsi nuovi servizi tra i quali WordPress.

Poi sono arrivati Chiara Ferragni, Mariano di Vaio, Beppe Grillo… che sono riusciti ad evolvere il proprio blog e trasformarlo in una macchina da soldi.

Oggi la parola blog viene utilizzata, erroneamente a mio avviso anche per diari “fotografici” quali quelli tenuti su Instagram e Facebook dai vari influencer.

Sinceramente per me un blogger è un appassionato di un argomento che comincia a scrivere e condividere la propria storia e le proprio scoperte online, creando una community attorno a se.

Vuoi aprire un blog anche tu?

Io vi consiglio vivamente WordPress come piattaforma e Siteground come fornitore di hosting. Un po’ caro ma decisamente il migliore, ora anche con il supporto in italiano. Se utilizzi questo link mi fai un grande regalo e a te non costa niente di più.