San Valentino è finito. E finalmente possiamo tornare a vivere senza sentirci sbagliati.
Ok, San Valentino è passato.
Instagram ha smesso di bombardarci con cioccolatini, foto di baci e di coppie innamorate.
I ristoranti hanno tolto i menù “speciali per due”.
Ieri è stato difficile, lo so
Non facciamo finta.
Ieri, per alcuni che sono single, è stata una giornata di merda.
Non importa quanto sei “zen”. Non importa quanto “lavori su te stesso”. Non importa quanto sei “concentrato sui tuoi obiettivi”.
Per 24 ore il mondo ti ricorda: tutti hanno qualcuno. Tu no.
E fa male.
Anche a me.
48 anni (più o meno). 6 relazioni finite. 7 anni da solo.
Ieri mi sono svegliato e ho pensato: “Un altro San Valentino così.”
E sì, ho sentito il magone.
Ma oggi è diverso
Oggi, 15 febbraio, è il giorno che preferisco.
Non perché “non ho bisogno di nessuno” (cazzata). Non perché “sto bene da solo” (altra cazzata).
Oggi è il giorno in cui i single tornano invisibili.
E sapete una cosa?
A volte l’invisibilità è un sollievo.
Cosa voglio dirti (se sei ancora alla ricerca)
So che stai cercando.
So che hai provato le app (Tinder, Bumble, quella nuova di cui non ricordo il nome). So che esci, socializzi, dici “sì” agli inviti. So che a volte pensi “forse non è per me”.
E voglio dirti una cosa:
Non è vero.
Non è che “non è per te”. Non è che “sei rotto”. Non è che “devi lavorare ancora su te stesso”.
A volte è solo:
- Timing
- Fortuna
- Caso
- Il fatto che le persone giuste sono rare
Ma rare ≠ inesistenti.
La verità che nessuno dice
Trovare qualcuno che valga davvero è difficile.
Non perché ci sia qualcosa di sbagliato in te. Ma perché trovare qualcuno con cui:
- Ci sia chimica
- Ci sia compatibilità
- Ci sia voglia reciproca di restare
- Ci sia rispetto, passione, complicità
È raro.
E quando tutti intorno sembrano averlo trovato, tu pensi: “Perché io no?”
Ma la verità è:
Molti di quelli che vedi “felici” su Instagram non lo sono davvero.
Stanno insieme per abitudine. Per paura di restare soli. Per non “perdere tempo”.
Tu stai aspettando la persona giusta.
E questo non è debolezza. È forza.
Nel frattempo (cosa faccio io)
Vivo.
Lavoro su progetti che mi appassionano.
Leggo (tantissimo).
Vado in palestra (anche per piacermi di più quando arriverà).
Faccio coaching per capire chi sono davvero, anche solo per parlare con qualcuno che cerca di capirmi.
Non sto aspettando che qualcuno arrivi per iniziare a vivere.
Sto vivendo.
E quando arriverà la persona giusta (e arriverà, cazzo, deve arrivare)
voglio essere:
- Felice di quello che ho costruito
- Fiero di chi sono diventato
- Pronto a condividere una vita piena, non un vuoto
L’invito (per te, oggi, 15 febbraio)
Se ieri ti sei sentito solo: è normale.
Se hai scrollato Instagram con il magone: lo abbiamo fatto tutti.
Se hai pensato “quando tocca a me?”: te lo chiedo anch’io.
Ma oggi ricomincia.
Non con false speranze. Non con “quest’anno lo trovo”.
Ma con una semplice certezza:
Meriti qualcuno che ti scelga. Non qualcuno che ti accetta. Qualcuno che ti vuole. Davvero.
E finché non arriva, continua a costruire una vita degna di essere vissuta.
Perché quando arriverà, non vorrai portargli/le un vuoto da riempire.
Ma una vita piena da condividere.
Buon 15 febbraio.
Il giorno dopo. Il giorno in cui ricominciamo.
Con speranza (ma anche realismo).
Fabio
P.S. – Ah, e se qualcuno ti dice “devi amare te stesso prima di essere amato”, puoi rispondergli: “Io mi amo. E mi manca comunque qualcuno. Perché gli esseri umani sono fatti per connettersi. Non è debolezza. È biologia.”
